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Enasarco, Marzolla & C. ribaltano le direttive del Ministero del Lavoro

Riportiamo un interessante articolo dalla newsletter di "Fare presto!" :

 

Era prevedibile, alla luce dei comportamenti degli ultimi mesi, eppure resta incredibile: la Commissione elettorale, espressione del vecchio consiglio d'amministrazione della Fondazione Enasarco, ha nuovamente beffato le direttive del ministero del Lavoro.

Si è riunita il 3 agosto e dopo aver deciso, in un primo tempo, di approvare, con la solita maggioranza, la propria proposta che avrebbe comportato l'assegnazione, in favore della coalizione a noi avversaria, di due dei tre seggi relativi ai Consiglieri delle case mandanti, ha poi deciso successivamente ed illegittimamente, sempre a maggioranza, di procedere all'ennesima forzatura di mano procedendo addirittura alla proclamazione dei soggetti individuati, ponendo così il Ministero retto da Andrea Orlando, che richiedeva solo l'indicazione di una soluzione condivisa, di fronte all'ennesimo "fatto compiuto".

Ma quello che sconcerta ancora di più consiste nel fatto che, per arrivare ad una tale conclusione, si è considerata, per l'individuazione della soluzione più opportuna per l'assegnazione dei tre seggi ad oggi non assegnati per le case mandanti, la platea complessiva dei voti espressi non solo dalle case mandanti, come sarebbe stato legittimo, ma anche dagli agenti, come se le due categorie fossero in realtà una sola. Sostanzialmente, è accaduto che i voti degli agenti hanno contato per l'assegnazione dei seggi spettanti alle case mandanti e ciò in barba a qualsiasi principio di logicità e democraticità ed a quanto previsto dallo statuto dell'Ente. La commissione Enasarco, fedele alla coalizione avversaria ed a Antonello Marzolla – l'autoproclamato presidente di minoranza – si fa beffa del governo e mette in evidenza l'inconsistenza dei poteri di vigilanza dei Ministeri di riferimento, il Ministero del Lavoro e quello del Tesoro.

La situazione di persistente violazione dei principi di democraticità e proporzionalità, che ha visto prevalere sia pur di misura il consenso aggregato attorno a FarePresto!, e l'ostinazione di Marzolla & C. nel disattendere le indicazioni del governo e le Ordinanze dei Tribunali richiede un intervento immediato da parte dei Ministeri al fine di mettere fine ad una situazione illegittima, imbarazzante e non più tollerabile.

Inutile dire che, di fronte a questo nuovo abuso, le nostre liste, pur avendo vinto, non potranno che ricorrere nuovamente all'autorità giudiziaria, sia amministrativa che penale, con l'inevitabile protrarsi della situazione di illegittimità al vertice di Enasarco e con tutte le inevitabili conseguenze in danno degli iscritti, che sono le vere vittime di questa situazione, e del patrimonio della Fondazione.

Vogliamo ricordare a tutti che la lista FarePresto! e i suoi alleati hanno raggiunto il 51% dei voti lato mandanti e questa proporzione sostanziale e rappresentativa del responso democratico doveva costituire l'unica risposta alla lettera inviata dal ministero del Lavoro alla Fondazione ed avrebbe dovuto comportare una sola e legittima proposta, da parte della Commissione Elettorale, con l'indicazione che due dei tre seggi per le case mandanti sarebbero spettati alla nostra coalizione in virtù del totale dei voti ottenuti per parte case mandanti. Ma così, ed ancora una volta, non è stata seguita l'unica strada legittima e democratica.

Siamo insomma alla sfrontatezza istituzionale. Un atteggiamento a cui deve corrispondere un'azione forte e non più rinviabile da parte del governo e in primis da parte del Ministero del Lavoro, anzi direttamente dal suo vertice politico, che non può più far finta di nulla se intende veramente presidiare, come sarebbe necessario, la buona gestione delle casse previdenziali private sottoposte alla vigilanza pubblica.

Dopo più di sei mesi dal voto e dopo una sfilza di azioni giudiziarie e amministrative che hanno certificato l'illegittimità dell'azione di governo posta in essere da chi si disinteressa delle Ordinanze del Tribunale, è il momento che intervengano fattivamente i Ministeri Vigilanti.

 

FARE PRESTO