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2008/2 - Transazione e impugnazione

Non è infrequente che, al momento della cessazione del rapporto, l’agente avanzi nei confronti della preponente pretese economiche aventi ad oggetto le differenze provvigionali residue e/o le indennità connesse allo scioglimento del vincolo contrattuale. 

Talvolta, al fine di evitare una causa, le parti pervengono ad un accordo, in forza del quale, a fronte della rinuncia dell’agente ad intraprendere iniziative giudiziali nei confronti della preponente, quest’ultima si impegna a corrispondere un dato importo a titolo transattivo.

Ci si domanda se l’agente, nel caso di ripensamento, possa contestare il contenuto dell’accordo transattivo sottoscritto e così vantare nei confronti della preponente il diritto alla corresponsione delle spettanze cui aveva in precedenza rinunciato. Tale facoltà è riconosciuta all’agente, ma con alcuni limiti. Una prima limitazione è di carattere temporale, in quanto l’impugnativa è possibile solo se effettuata entro sei mesi dalla stipulazione dell’accordo o dalla fine del rapporto. Inoltre, la transazione con la casa mandante può essere impugnata soltanto dall’agente che abbia operato quale persona fisica, o comunque in maniera prevalentemente personale, e soltanto quando la transazione abbia riguardato diritti indisponibili, vale a dire previsti da norme inderogabili. A tale proposito si osserva che il diritto alle provvigioni è senz’altro derogabile, e quindi transigibile, nel senso che una volta firmato un accordo lo stesso non può più essere impugnato. Qualche perplessità può invece sussistere sul diritto all’indennità di risoluzione del rapporto, che rinviene il suo fondamento nell’art. 1751 cod. civ.: si è affermato recentemente in giurisprudenza che tale diritto è derogabile solo nel periodo successivo alla scadenza del contratto. Ciò significa, in buona sostanza, che l’accordo con cui l’agente rinunci a tale indennità prima della cessazione del rapporto (situazione alquanto improbabile nella prassi) sarà dal medesimo impugnabile nel termine già ricordato.

Avv. Roberto Bausardo